Quei bravi ragazzi di CasaPound

fonte: Il Mattino (guarda il link) 16/09/2009

 

 

 «Hic manebimus optime» (Qui staremo benissimo). Con il celebre motto preso a prestito dallo storico Tito Livio l’associazione culturale e di promozione sociale «Casapound Italia Napoli» ha occupato l’ex convento al civico 7 di salita San Raffaele. Un’occupazione avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 settembre, «una data che ha un significato simbolico – fanno notare gli occupanti – poiché ricorreva il novantesimo anniversario della presa di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio». Scopo dell’occupazione restituire al quartiere un immobile di oltre tremila metri quadri abbandonato all’incuria dal 1980 e realizzare laboratori di inglese, informatica e corsi di karate per bimbi napoletani e immigrati. Un’iniziativa che è stata però contestata dagli esponenti della Sinistra antagonista che, ieri pomeriggio, hanno organizzato un presidio contro i ragazzi di Casapound. Ma a mettere i bastoni tra le ruote ai volontari dell’associazione anche alcuni consiglieri comunali ed esponenti della II municipalità. «Ci hanno accusati – rispondono i portavoce del gruppo, Manuela, Fabio, Antonio e Giuseppe – di essere fascisti. Siamo qui per restituire al quartiere una struttura abbandonata da ventinove anni, dove vogliamo organizzare corsi di lingua straniera, di informatica di base e tanto altro. Oltre ad adibire alcuni spazi ad unità abitative contro l’emergenza casa». Gli occupanti, che si sono regolarmente registrati al Servizio di Edilizia monumentale del Comune, hanno già ripulito in parte l’edificio. A cominciare dal giardino, dove scorrazzavano gatti randagi, galline e conigli. Vecchi mobili, elettrodomestici (tra cui una lavatrice ed una macchina per cucire), pentole e suppellettili affollano stanze e pavimenti dell’immobile di cinque piani, di cui sono proprietari Comune e Regione. Senza contare la vecchia cappella del monastero sconsacrato, che cade a pezzi, dove sono stati rubati tutti gli arredi sacri e dove ci sono rimaste soltanto due piccole statue di sant’Antonio e Gesù Cristo. L’idea dei trenta ragazzi di Casapound, tutti tra i 20 e i 25 anni, studenti universitari che sbarcano il lunario con lavoretti saltuari per pagarsi gli studi, è quella di riportare alla luce l’antica struttura del convento di salita San Raffaele, senza contare però su finanziamenti pubblici. «Ci autofinanzieremo – spiegano – per dimostrare che la nostra iniziativa non è mossa da alcun fine politico e che noi non siamo manovrati da nessun esponente politico né siamo fascisti, come alcuni ci hanno bollato». I trenta ragazzi dell’associazione chiedono a Comune e Regione di convocare ad horas un tavolo di confronto per discutere delle sorti dell’ex convento di salita San Raffaele. La stessa strada dove, ieri notte, quattro famiglie di senza tetto (dove vi sono numerosi bambini) hanno occupato dei locali a pianoterra di un fabbricato di proprietà comunale.

Ci congratuliamo con i giornalisti della testata campana Il Mattino per questo commovente articolo che dipinge uno scorcio di Napoli impegnato e antirazzista, ma ancora di più ci congratuliamo con CasaPound di Napoli per l’inusitato amore verso la propria città, che porta i trenta validissimi giovani a concentrare le proprie attenzioni in un interesse capillare per quegli umili vicoli.

Tuttavia non ci sentiamo di apprezzare il valente e audace gesto dei trenta volontari per l’istruzione e l’integrazione nel territorio, non perchè si tratta di un’occupazione, ma perchè rimaniamo con vaghe perplessità sulle continue e nuove presenze in italia di questa strana associazione che toglie spazi a chi veramente ha progetti di recupero per creare nuove sedi fasciste. Non vogliamo difendere l’articolo della costituzione che condanna l’apologia del reato, vogliamo difendere le nostre città, i nostri spazi, le nostre strade dai nuovi fascisti, vogliamo credere che i nostri partigiani non sono caduti senza motivo, ma per liberare davvero l’italia da quegli infami che quotidianamente, ed è bene ricordarlo, picchiano e uccidono rom, barboni, omosessuali, extracomunitari, una volta con attacchi squadristi, oggi facendosi chiamare ronde, legittimando un’autorità e una presenza sul territorio che solo un governo autocratico come il nostro poteva concedere.

Se volete complimentarvi anche voi con la redazione de Il Mattino, inviate una mail a quest’indirizzo: redazioneinternet@ilmattino.it oppure chiamate il numero 081.79.47.111 porgendo loro i nostri più sentiti saluti…

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