Solidarietà a Lorenzo Bargellini!!

Nel novembre del 1995 Lorenzo Bargellini, esponente del movimento fiorentino di lotta per la casa, ha occupato il consiglio comunale con 200 migranti richiedendo un posto per queste persone. Sono stati gli stessi consiglieri comunali di tutti i partiti politici a chiedere la condanna per l’irruzione. Oggi, quasi 15 anni dopo, il nostro compagno ha perso il ricorso alla condanna e dovrà scontare un anno e quattro mesi di carcere. Tutto ciò lo troviamo assurdo, se contestualizzato nella logica della lotta per una casa e una vita dignitosa negata alle e agli extracomunitar* da leggi xenofobe e razziste. Ricordiamo che Lorenzo Bargellini è la stessa persona che da anni ormai si occupa a tempo pieno delle e dei migrant*, occupando spazi in disuso del comune, per tutt* coloro che hanno la necessità di un tetto e di uno spazio in cui abitare!

 LA CASA E’ DI CHI LA ABITA

SOLIDARIETA’  A LORENZO BARGELLINI!!!

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stalking

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festa non autorizzata a lettere

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CORTEO 9 OTTOBRE

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ANCORA MORTI SUL LAVORO

Questa volta è in Calabria, nell’azienda tessile
Marlane, in provincia di Cosenza, a Praia a Mare. Per circa vent’anni i
padroni di turno non hanno badato alle condizioni in cui dovettero
lavorare le/gli operai*, non si curarono delle esalazioni velenose
prodotte dalle vernici e dagli acidi che venivano usati per tingere i
loro dannati capi. Eppure, quei vapori hanno ucciso dagli anni settanta
40 operai* di tumore, e ancora oggi 60 di loro sono malat*. Le famiglie
delle vittime combattono, pagando avvocati, per avere giusizia: non può
cadere sempre il silenzio, non possono vincere sempre loro.. In questi
giorni la procura di Paola ha concluso le indagini, che finalmente
mostra una verità scomoda: l’accusa è di omicidio colposo. I
coloranti azoici, contenenti "ammine aromatiche", sono  responsabili
delle insorgenze tumorali, questo è quanto è emerso dai verbali della
scientifica.

Denunciati per la prima volta da
un ex operaio, Luigi Pacchiano, minacciato per il coraggio che ha avuto
nell’urlare la loro colpevolezza. La fabbrica è stata aperta negli anni
’50, ma per dieci anni non c’erano più muri divisori fra i vari
reparti, il che vuol dire che tutti fumi prodotti dalle macchine che
tingono i  capi venivano repirati quotidianamente dalle/gli operai*, e
come "contromisura", i dirigenti-assassini davano loro da bere a fine
turno il latte per disintossicarli. Ovviamente il latte non è che una
presa in giro all’intelligenza e alla salute di chi lavorava vicino ai
macchinari, proprio coloro che gettavano le sostanze tossiche (indicate
"A NORMA" nei bidoni col sibolo del teschio) a mano in vasche aperte,
uccidendo passivamente se stess* e la/il proprio compagn* di lavoro,
tutto ciò chiaramente senza aereatori funzionanti.

E
poi l’amianto.. Non poteva mancare all’appello: le/i lavorator* sanno
bene di aver maneggiato macchinari letali, anche se i diretti responsabili
negano l’evidenza. Oggi sequestrato non è solo la fabbrica, ma anche il
terreno circostante, in cui venivano nascosti i rifiuti tossici invece
di smaltirli, rifiuti che uccidevano e inquinavano

 THYSSEN E MARLANE, UN SOLO GRIDO:

MAI PIU’

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SABATO 3 OTTOBRE 2009 ORE 15.30 IN PIAZZA OGNISSANTI > PRESIDIO-MANIFESTAZIONE SOTTO LA SEDE FIORENTINA DELLA CROCE ROSSA

 
Il governo di destra ha deciso con il nuovo Pacchetto Sicurezza la costruzione di 12 nuovi CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione – ex CPT) in Italia, di cui uno nella nostra Regione. Come centri sociali, collettivi studenteschi, associazioni di base e movimenti di lotta impegnati contro la costruzione di un CIE in Toscana, manifesteremo il 3 ottobre sotto la sede della Croce Rossa Italiana a Firenze per protestare contro il ruolo che questo ente svolge nella gestione di diversi CIE in tutta Italia, tra cui Roma e Milano, teatro di pestaggi, suicidi e violenze. Riteniamo infatti che il ruolo che la Croce Rossa Italiana, le Misericordie e alcune cooperative svolgono nella gestione dei Centri di Identificazione ed Espulsione sia un ruolo di complicità e di appoggio a politiche razziste e repressive. I CIE sono luoghi dove il Diritto è assente; dove vengono rinchiusi in pessime condizioni igenico-sanitarie migliaia di migranti solo perché privi del permesso di soggiorno; luoghi dove, con l’ausilio della Croce Rossa come di altri enti, vengono riempite le persone di psicofarmaci, dove i pestaggi sono quotidiani, luoghi extragiudiziali gestiti, appunto, da enti esterni.
Mascherandosi dietro la solidarietà e l’aiuto agli immigrati, dando una facciata di umanità a luoghi disumani, la Croce Rossa e gli altri enti impegnati nella gestione dei CIE in tutta Italia, fanno soprattutto grandi affari garantiti dagli appalti indetti per la gestione di tali centri. Lucrando su queste prigioni e sulla pelle dei migranti svolgono di fatto il compito di controllori e secondini. Il Commissario della CRI – che ricordiamo essere una struttura militare direttamente dipendente dal governo – Francesco Rocca, ha parlato più volte di regia, sia per le proteste all’interno dei CIE come per quelle ultimamente dirette contro la Croce Rossa. L’unica regia che ci muove è quella della solidarietà e della dignità che invece manca a chi non si vergogna di lucrare sulle sofferenze di uomini e donne in fuga dalla miseria, dalla guerra, dalla povertà.

Crediamo quindi che vada denunciato fermamente il ruolo di complicità che questi enti ricoprono nella gestione dei CIE. A luglio abbiamo manifestato sotto la Misericordia di Firenze che, durante il presidio, ha negato l’interesse alla gestione di un CIE in Toscana sostenendo che i compiti della Misericordia di Firenze sono ben altri.

Saremo pertanto di nuovo presenti con un presidio, stavolta sotto la Croce Rossa a Firenze per denunciarne il ruolo di complice in numerosi CIE in Italia e per chiedere posizioni chiare rispetto alla eventuale volontà di partecipare alla gestione di un CIE anche nella nostra Regione.

 
Cantiere Sociale K100fuegos | Collettivo Politico di Scienze Politiche | Csa Next-Emerson | Cpa Firenze Sud | Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini | Unione degli Studenti | AltAut Lettere e Filosofia | Perunaltracittà | Movimento di Lotta per la Casa | Rete Insicuri
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napoli: la polizia carica manifestanti disabili

21 settembre 2009: gli operatori dei centri di riabilitazione che rischiano la chiusura per non aver ricevuto oltre 35 mensilità dall’Asl Na1 manifestano tra via Santa Lucia e via Caracciolo, e la polizia carica. Il bilancio non ufficiale è critico: quattro manifestanti feriti, sei persone identificate e poi rilasciate; gli operatori dei centri parlano di una donna finita in ospedale con una gamba fratturata e di un’altra che ha perso i sensi ed è stata soccorsa da un’ambulanza. Ovviamente ci sono anche tre agenti della polizia che si son fatti medicare all’ospedale..
Il questore Giuffrè risponde immediatamente: «Non c’è stata alcuna carica né ci sono stati disabili coinvolti. I manifestanti – si tratta degli operatori socio sanitari e non disabili – continuavano ad occupare la strada da ben quattro ore nonostante l’incontro fissato con una loro delegazione all’assessorato alla Sanità per le 14. A questo punto li abbiamo solo invitati energicamente a lasciare la strada. C’era una sola persona in carrozzella e gli agenti hanno provveduto a "blindarla" proprio per garantire la sua incolumità.».
Ma un video amatoriale ci mostra altre immagini, che ci sembra superfluo commentare: affidiamo il giudizio critico al vostro buon senso e alla vostra rabbia
 
 
 
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serata di autofinanziamento a villa panico

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Andrini, da ex naziskin ad amministratore delegato dell’ama

 

 

 

Non sempre ricordiamo le aggressioni dell’89 a piazza Capranica nel cuore di Roma. Ci sfuggono i nomi dei due fratelli naziskin che colpirono a colpi di spranga due compagni, uno dei quali finì in coma. Uno dei due fratelli, Stefano Andrini, dopo essere stato condannato a 4 anni e mezzo per tentato omicidio, scappò in Svezia dal padre, ma fu estradato per detenzione abusiva d’armi.
Facile la "carriera" nell’ambiente delle nuove destre con un passato così violento di cui vantarsi: finiscono nel giro di casa pound, Stefano diviene caporedattore de La spina nel fianco, giornale di DeAngelis.
Ci saranno nuove violenze e nuove aggressioni, Andrini sarà nuovamente fermato e per un lungo periodo scomparirà per avvicinarsi ad alleanza nazionale tramite l’ASI (alleanza sportiva italiana, associazione sportiva di AN) entra in contatto con  Stefano Delle Chiaie, fondatore dell’Avanguardia Nazionale, e Mirko Tremaglia, deputato del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, ex ministro degli italiani all’estero. Nel 2008 ritroviamo Andrini  candidato alle elezioni per il parlamento italiano nel collegio degli italiani all’estero in Brasile (dove si trovava).

Ma arriviamo al 2009… Il sindaco di Roma Gianni Alemanno decide di nominarlo al amministratore delegato dell’AMA, azienda municipale ambiente, ovvero l’azienda che si occupa della nettezza urbana a Roma. Lo scandalo sta proprio nell’inserire un nazista negli affari pubblici, nella città di Roma, sta nel lasciare sempre maggiore spazio ai fascisti e ai nazisti nei nostri quartieri, dalla concessione di edifici per occupazioni di casa pound a impieghi nella pubblica amministrazione. Non ci stupiamo della "fascistizzazione" esponenziale della società, ormai è purtroppo ordine del giorno, ma crediamo nella forza della coesione e della lotta per combattere ogni giorno per la difesa dei nostri spazi.

 

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Quei bravi ragazzi di CasaPound

fonte: Il Mattino (guarda il link) 16/09/2009

 

 

 «Hic manebimus optime» (Qui staremo benissimo). Con il celebre motto preso a prestito dallo storico Tito Livio l’associazione culturale e di promozione sociale «Casapound Italia Napoli» ha occupato l’ex convento al civico 7 di salita San Raffaele. Un’occupazione avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 settembre, «una data che ha un significato simbolico – fanno notare gli occupanti – poiché ricorreva il novantesimo anniversario della presa di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio». Scopo dell’occupazione restituire al quartiere un immobile di oltre tremila metri quadri abbandonato all’incuria dal 1980 e realizzare laboratori di inglese, informatica e corsi di karate per bimbi napoletani e immigrati. Un’iniziativa che è stata però contestata dagli esponenti della Sinistra antagonista che, ieri pomeriggio, hanno organizzato un presidio contro i ragazzi di Casapound. Ma a mettere i bastoni tra le ruote ai volontari dell’associazione anche alcuni consiglieri comunali ed esponenti della II municipalità. «Ci hanno accusati – rispondono i portavoce del gruppo, Manuela, Fabio, Antonio e Giuseppe – di essere fascisti. Siamo qui per restituire al quartiere una struttura abbandonata da ventinove anni, dove vogliamo organizzare corsi di lingua straniera, di informatica di base e tanto altro. Oltre ad adibire alcuni spazi ad unità abitative contro l’emergenza casa». Gli occupanti, che si sono regolarmente registrati al Servizio di Edilizia monumentale del Comune, hanno già ripulito in parte l’edificio. A cominciare dal giardino, dove scorrazzavano gatti randagi, galline e conigli. Vecchi mobili, elettrodomestici (tra cui una lavatrice ed una macchina per cucire), pentole e suppellettili affollano stanze e pavimenti dell’immobile di cinque piani, di cui sono proprietari Comune e Regione. Senza contare la vecchia cappella del monastero sconsacrato, che cade a pezzi, dove sono stati rubati tutti gli arredi sacri e dove ci sono rimaste soltanto due piccole statue di sant’Antonio e Gesù Cristo. L’idea dei trenta ragazzi di Casapound, tutti tra i 20 e i 25 anni, studenti universitari che sbarcano il lunario con lavoretti saltuari per pagarsi gli studi, è quella di riportare alla luce l’antica struttura del convento di salita San Raffaele, senza contare però su finanziamenti pubblici. «Ci autofinanzieremo – spiegano – per dimostrare che la nostra iniziativa non è mossa da alcun fine politico e che noi non siamo manovrati da nessun esponente politico né siamo fascisti, come alcuni ci hanno bollato». I trenta ragazzi dell’associazione chiedono a Comune e Regione di convocare ad horas un tavolo di confronto per discutere delle sorti dell’ex convento di salita San Raffaele. La stessa strada dove, ieri notte, quattro famiglie di senza tetto (dove vi sono numerosi bambini) hanno occupato dei locali a pianoterra di un fabbricato di proprietà comunale.

Ci congratuliamo con i giornalisti della testata campana Il Mattino per questo commovente articolo che dipinge uno scorcio di Napoli impegnato e antirazzista, ma ancora di più ci congratuliamo con CasaPound di Napoli per l’inusitato amore verso la propria città, che porta i trenta validissimi giovani a concentrare le proprie attenzioni in un interesse capillare per quegli umili vicoli.

Tuttavia non ci sentiamo di apprezzare il valente e audace gesto dei trenta volontari per l’istruzione e l’integrazione nel territorio, non perchè si tratta di un’occupazione, ma perchè rimaniamo con vaghe perplessità sulle continue e nuove presenze in italia di questa strana associazione che toglie spazi a chi veramente ha progetti di recupero per creare nuove sedi fasciste. Non vogliamo difendere l’articolo della costituzione che condanna l’apologia del reato, vogliamo difendere le nostre città, i nostri spazi, le nostre strade dai nuovi fascisti, vogliamo credere che i nostri partigiani non sono caduti senza motivo, ma per liberare davvero l’italia da quegli infami che quotidianamente, ed è bene ricordarlo, picchiano e uccidono rom, barboni, omosessuali, extracomunitari, una volta con attacchi squadristi, oggi facendosi chiamare ronde, legittimando un’autorità e una presenza sul territorio che solo un governo autocratico come il nostro poteva concedere.

Se volete complimentarvi anche voi con la redazione de Il Mattino, inviate una mail a quest’indirizzo: redazioneinternet@ilmattino.it oppure chiamate il numero 081.79.47.111 porgendo loro i nostri più sentiti saluti…

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